Salta al contenuto principale

Discover Rignano - Pievi, Chiese e Castelli

Partenza dalla Pieve di San Leolino

Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026, 15:59

 

Partenza: Pieve di San Leolino  /  Difficoltà: T (Turistico) - facile  /  Lunghezza: 10,8 km  /  Ascesa Totale: 283 m

 

SCARICA LA TRACCIA DEL PERCORSO

 

Questo percorso ad anello attraversa alcune delle testimonianze più significative della storia medievale e rinascimentale del territorio rignanese, intrecciando arte, spiritualità, architettura militare e memoria letteraria. Si snoda tra colline coltivate, borghi rurali e scorci sulla valle dell’Arno, raccontando oltre mille anni di storia.

Pieve di San Leolino

Il cammino prende avvio dalla millenaria Pieve di San Leolino, uno degli edifici religiosi più antichi della zona. Le pievi, nel Medioevo, erano chiese battesimali rurali che costituivano il fulcro religioso e sociale del territorio.

Di origine altomedievale (probabilmente anteriore all’anno Mille), la pieve presenta una struttura romanica semplice e solenne, con muratura in pietra locale, abside semicircolare e interni sobri, tipici dell’architettura religiosa toscana dell’XI-XII secolo.

Oltre alla funzione liturgica, la pieve rappresentava un centro amministrativo e identitario per le comunità sparse nelle campagne circostanti.


Castelluccio – l’antico Castellum de Regnano

Proseguendo si raggiunge il sito archeologico di Castelluccio, dove sono visibili i resti di un piccolo insediamento fortificato. Il luogo è documentato per la prima volta nel 1086 con il nome latino Castellum de Regnano.

Si trattava di una struttura difensiva strategica, probabilmente dotata di cinta muraria e torre di avvistamento, nata per controllare il territorio e le vie di comunicazione lungo la valle dell’Arno.

Nel pieno Medioevo, queste fortificazioni erano essenziali per proteggere le popolazioni locali durante le frequenti lotte tra poteri feudali e tra città come Firenze e Arezzo.

Ardengo Soffici e Bombone

Il percorso continua verso Bombone, passando davanti alla casa natale di Ardengo Soffici (1879–1964), pittore, scrittore e poeta tra i protagonisti della cultura italiana del Novecento.

Soffici fu una figura centrale delle avanguardie artistiche: dopo un periodo a Parigi, dove entrò in contatto con il Cubismo e l’ambiente di Picasso e Apollinaire, tornò in Italia diventando uno dei principali esponenti del Futurismo (pur mantenendo una posizione autonoma e critica).

L’infanzia trascorsa nelle campagne di Rignano influenzò profondamente la sua sensibilità artistica: nei suoi scritti e dipinti riaffiorano spesso paesaggi rurali e atmosfere toscane, sospese tra memoria e modernità.

San Piero in Perticaia

Il cammino prosegue fino alla chiesa di San Piero in Perticaia, edificio romanico che conserva una suggestiva cripta di origine longobarda.

La presenza longobarda (VI-VIII secolo) testimonia l’importanza strategica della zona già in epoca altomedievale. Le cripte, spesso utilizzate per custodire reliquie, erano luoghi di intensa spiritualità.

La struttura attuale, rimaneggiata nei secoli, conserva comunque elementi architettonici medievali che ne fanno uno dei monumenti religiosi più interessanti del territorio.

San Cristoforo in Perticaia

Con una breve deviazione si raggiunge San Cristoforo in Perticaia, risalente alla prima metà dell’XI secolo.

L’edificio, più raccolto e rurale rispetto alla pieve, rappresenta un esempio significativo di chiesa medievale legata a piccoli nuclei abitativi sparsi. L’intitolazione a San Cristoforo – patrono dei viandanti – non è casuale: la zona era attraversata da percorsi di collegamento tra la valle dell’Arno e il Valdarno superiore.

Torre del Pian dell'Isola

Scendendo tra le campagne si giunge alla Torre del Pian dell’Isola, già documentata nel XII secolo.

La torre sorgeva in posizione strategica, probabilmente in corrispondenza di una biforcazione dell’Arno, dove un guado o un ponte consentivano l’attraversamento del fiume. La sua funzione principale era il controllo militare e doganale della valle.

Nel Medioevo, il controllo dei passaggi fluviali era fondamentale sia dal punto di vista economico (tasse e pedaggi) sia da quello difensivo. La torre costituiva quindi un presidio chiave lungo le vie di comunicazione tra Firenze e il Valdarno.

La valle dell’Arno e il ritorno

Il percorso si conclude costeggiando l’Arno lungo la pista ciclabile fino alla passerella pedonale, per poi rientrare in paese e chiudere l’anello.

L’Arno non è solo un elemento paesaggistico, ma una vera arteria storica: ha favorito scambi commerciali, sviluppo agricolo e insediamenti fin dall’antichità. La valle che oggi appare tranquilla fu nei secoli teatro di traffici, scontri e trasformazioni territoriali.

 


Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot